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Egitto: ago della bilancia di un nuovo equilibrio mediorientale

Nello scorso gennaio la crisi israelo-palestinese ha vissuto giorni convulsi. Momenti di tensione in cui è risultata chiara l’importanza strategica di uno Stato, l’Egitto, dal quale sarebbero dipese non solo le immediate sorti di centinaia di migliaia di Palestinesi, ma soprattutto il futuro evolversi delle relazioni conflittuali nell’intera area mediorientale.
Tutto ha formalmente inizio la notte del 22 gennaio scorso, quando le agenzie di stampa internazionali battono quella che sarà solo la prima di una serie di notizie riguardo una nuova emergenza in Medio Oriente: centinaia di Palestinesi hanno da poco forzato il valico di Rafah, l’unico di confine internazionale della striscia di Gaza, penetrando in Egitto.
La rivolta è la conseguenza del blocco di viveri e rifornimenti imposto da Israele come ritorsione contro i lanci di razzi sul territorio israeliano, compiuti da parte di militanti di gruppi estremistici palestinesi.
La popolazione di Gaza, ormai allo stremo ed ulteriormente indebolita dalla mancanza di medicinali, gas per uso domestico e combustibili per i generatori dell’unica centrale elettrica di tutta la striscia, si riverserà in massa nelle ore successive per acquistare beni di prima necessità, aiutati dai numerosi varchi aperti da una serie di esplosioni nel muro di cemento che corre lungo la frontiera.
Le autorità egiziane tentano in un primo momento di chiudere l’accesso, ma aleggia il timore che gli scontri con i dirimpettai palestinesi possano diventare un problema serio per l’immagine del Paese e possano causare danni ben più gravi delle alcune decine di feriti che ci sono stati nelle prime ore della sommossa. Intanto la tensione internazionale aumenta e a porsi come protagonista principale delle critiche verso Israele è l’Unione Europea, la quale lo accusa di mettere in atto una sorta di “punizione collettiva” nei confronti del milione e mezzo di Palestinesi che vivono nell’area e si mostra, come riportato da Gulf News , “deeply concerned about recent events in Gaza and the grave disturbances at the border between Gaza and Egypt”. L’obiettivo, dunque, è scongiurare una possibile crisi umanitaria e le “spaesate” autorità egiziane decidono di non interferire nel passaggio degli abitanti di Gaza.

Autore: Andrea Quarta

Sommario

Rafah: l’inizio della crisi
Le reazioni della stampa internazionale
Il cambio di rotta delle autorità egiziane
Si apre il tavolo delle trattative
Rassegna stampa internazionale
New York Times
“Israel vows not to block supplies to Gazans”
“Palestinians clash over control of border”
Egyptian Gazette
“Gazans’influx raises Sinai fears”
Middle East Times
“Gaza – a very temporary relief”
Le Figàro
“L’Ègypte ne fermera pas sa frontière avec Gaza”
Des Egyptiens visitent Gaza
“L’Ègypte refoule les Palestiniens vers Gaza”
Réfugiés dans une mosquée
IslamOnline
“Egypt tightens noose on Gazans”
Arutz Sheva (Israel National News)
“Hamas threatens to overrun Israeli border next”
DebkaFile
“Hamas backers Saudi Arabia and Tehran step into Gaza crisis”
The Palestine Chronicle
“Israel’s Gaza fiasco”
Gulfnews
“Get out of Gaza outposts, Fayyad tells Hamas”

 

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